A che punto siamo con lo SPREAD?


Spread ItaliaMi viene in mente una storiella che potrebbe essere utile al nostro prossimo ministro dell’economia.

Si narra che un giorno Flavio Morandi, un dinamico agente di commercio si sia recato in un paese per far visita ad alcuni clienti. In cerca di un albergo in cui passare la notte, Flavio trovò un alberghetto di tre stelle, l’Hotel Fiore, modesto ma pulito.

L’albergo era stato ristrutturato da poco da Anna e Mauro, la coppia di gestori felicemente sposati da oltre trent’anni. Era periodo di bassa stagione e il costo della camera per una notte con la prima colazione era di cento euro.

Anna accolse Flavio con la sua consueta gentilezza che faceva sì che ogni ospite dell’albergo si sentisse come a casa.

Flavio consegnò ad Anna la sua carta d’identità per la registrazione e due banconote da cinquanta Euro che la proprietaria ripose nel primo cassetto del bancone insieme al documento.

“Ho tre camere libere Sig. Morandi. Sono la 215 al secondo piano e la 317 e la 319 al terzo.

Se vuole l’accompagno per fargliele vedere e la registrazione la facciamo dopo, le va bene “? Flavio annui e si diresse con Anna verso le scale trascinando con se’ il suo bagaglio.

Mauro, il marito, aveva appena terminato una lunga e animata discussione al telefono con Ferruccio, il fornaio. Da sei mesi gli ospiti dell’albergo erano calati, le entrate erano poche ma le spese erano tante.

C’erano ancora i lavori di ristrutturazione da pagare, le imposte, il giardiniere e adesso anche il Ferruccio il quale aveva dato a Mauro un ultimatum: “o mi paghi i cento euro di fornitura delle brioches che mi devi da due mesi, o, da domani, i tuoi ospiti si dovranno accontentare delle fette biscottate e dei corn flakes”.

Mauro fu così preso da un ennesimo attacco d’ansia, sentiva il cuore iniziare a battere come spesso gli succedeva.

Aprì il cassetto del bancone, prese i cento euro che l’ospite aveva poco prima dato ad Anna e senza pensarci troppo su prese il suo motorino e andò sparato da Ferruccio per saldare il debito.

Anche Ferruccio però aveva i suoi grattacapi.

Aveva promesso che entro sera avrebbe pagato la fattura di cento euro a Vitale, il meccanico che gli aveva risistemato il furgone con il quale faceva le consegne.

Ferruccio, a sua volta, ricevuti i soldi da Mauro si recò all’officina di Vitale per onorare la sua parola. Anche Vitale non se la passava proprio bene.

Vitale manteneva i suoi due figli che studiavano e aveva prosciugato l’incasso di un mese tra rette scolastiche e spese per i libri.

A fine mese c’era la bolletta dell’energia elettrica da pagare ma gli mancavano cento Euro che gli prestò Don Mario il parroco del paese.

Don Mario era un uomo di poche parole ma da un cuore grande così. Credenti o non credenti non c’era distinzione aiutava chiunque ne avesse bisogno.

Sicché Don Mario, quella sera che il Vitale venne in sacristia per chiedergli aiuto aprì il cofanetto delle offerte e diede al meccanico tutto il suo contenuto, circa cento euro.

Il Vitale ricevuti i soldi da Ferruccio, prese la bicicletta e corse subito verso la chiesa per restituire il suo prestito.

Giunto in sacristia si trovò di fronte a Don Mario che stava discutendo con un ragazzotto dal corpo atletico che gesticolava animatamente.

Quello era Santino, il falegname. Santino qualche mese fa aveva rimesso a nuovo le poche panche della chiesa. Per il lavoro aveva ricevuto un piccolo acconto, meno di dieci euro, ma Don Mario gli aveva assicurato che gli avrebbe saldato il resto quanto prima.

Così Don Mario, ricevuti i soldi da Vitale gli passò immediatamente nelle mani di Santino. Santino, a sua volta, aveva un debito con la Rosa, una splendida mora che viveva all’inizio del paese.

La ragazza, aveva da poco abbondonato il lavoro come parrucchiera ma, essendo dotata di un’innata predisposizione alle pubbliche relazione, si era messa a concedere le sue grazie ai maschietti bisognosi per circa cento euro all’ora.

In soli pochi minuti anche la Rosa ricevette il pagamento per quell’oretta d’amore trascorsa proprio all’Hotel Fiore dove era d’uso intrattenere i suoi clienti.

Gli affari anche per lei ultimamente non rendevano molto e la giovane fanciulla era in debito con l’albergo da oltre una settimana per rimandato il pagamento dell’alcova.

Calcolando che i clienti erano stati 10 e che il costo della camera era di 10 Euro l’ora, la Rosa doveva all’Hotel 100 Euro.

A questo punto Rosa ricevuti i 100 euro da Santino prese la sua macchina per andare di corsa all’albergo e rimborsare il suo debito.

Quando vi giunse, trovò Ferruccio in preda ad un nuovo attacco d’ansia, ma lei lo rassenerò mettendo sul bancone due banconote da cinquanta euro che Ferruccio, nonostante il suo pallore, con un guizzo ripose nel cassetto.

Proprio in quel momento Anna scese le scale con Flavio, il quale aveva appena ricevuto una telefonata dall’ufficio: entrambi i clienti avevano disdetto l’appuntamento del giorno dopo e quindi non li rimaneva che tornare a casa.

Flavio si congedò da Anna e Ferruccio i quali gli restituirono le due banconote da cinquanta euro. Si era ormai fatta sera. Alle 20.00 e il telegiornale di quel giorno iniziò con il consueto bollettino di guerra: lo spread era andato ancora alle stelle.

Nel paese era però ritornata la serenità, ognuno aveva onorato il suo debito e aveva ricevuto quanto gli spettava di credito.

L’economia del paesino era dunque salva e dello spread, almeno per quella notte, ci si poteva dormire sopra.

2017-02-07T15:34:53+01:00