L’EVOLUZIONE DELLA STRATEGIA E DEL PENSIERO STRATEGICO NEL TEMPO

La strategia è una parola tra le più difficili a cui dare un significato unico e inequivocabile. Questo perchè il compito a cui assolve dipende dall’ambito in cui essa viene formulata e dall’ambiente in cui le strategie vengono applicate.
In guerra la strategia deve portare alla sconfitta del nemico sul campo di battaglia, in politica la strategia è finalizzata ad acquisire una maggioranza elettorale o a mantenere una carica pubblica o l’esercizio di un potere, nel mondo degli affari la strategia deve assicurare la competitività di una impresa rispetto ai concorrenti garantendone la sua sopravvivenza e prosperità nel tempo.
Ma è proprio nel mondo degli affari che il significato della strategia ha assunto interpretazioni diverse evolvendo il suo prezioso ruolo.
Se torniamo indietro nel tempo, negli anni ‘60, caratterizzati da un contesto economico stabile, la strategia era maggiormente associata alla formulazione di programmi dettagliati per incrementare i piani di vendita. Negli anni successivi, e in particolare quelli caratterizzati una criticità del contesto economico-politico- finanziario, la strategia ha assunto un ruolo diverso coinvolgendo la gestione complessiva dell’azienda. Da qui in poi la strategia è diventata “pensiero strategico, in quanto le aziende,hanno dato maggior rilievo alla missione, alla “vision”, alla coerenza della identità dell’impresa, ai principi di business oggi declinati in “modelli di business, alla finalizzazione di obiettivi tangibili e misurabili e sempre meno rilievo invece alla pianificazione di attività specifiche.
Dalla semplice definizione di strategia e dalla sua unicità di applicazione si è passati quindi ai “principi strategici” che hanno ridefinito ilil suo significato.
Oggi la strategia è intesa come il modo in cui una impresa utilizza le proprie competenze e risorse, all’interno del settore in cui opera, al fine di generare valore. Per fare questo, l’impresa deve ottenere un rendimento del capitale maggiore del suo costo.
Come è possibile che un’azienda operi sodisfando questa condizione ? Ci sono due strade per farlo. Nella prima, l’azienda può scegliere di svolgere la sua attività in un settore/mercato in cui le condizioni economiche che lo caratterizzano siano favorevoli a generare un tasso di remunerazione superiore alla media. Nella seconda, l’azienda può conseguire un vantaggio competitivo superiore ai suoi concorrenti, all’interno del settore/mercato in cui opera, ottenendo un remunerazione del suo capitale superiore al livello medio di quelsettore/mercato.
E’ proprio sulla base di queste due scelte che si definiscono due livelli di base della “strategia d’impresa”.
Il primo livello è il “corporate strategy” il quale definisce il perimetro d’azione di un’azienda in funzione della scelta dei settori di attività e dei rispettivi mercati nei quali l’azienda decide di competere. Da qui le decisioni strategiche che ne concernano riguardano gli investimenti necessari, la crescita per linee interne o esterne, la diversificazione di prodotti e servizi, la scelta di allocare risorse tra diverse aree di business.
Il secondo livello e la “business strategy” (strategia di business) la quale si focalizza sul modello di business e sul vantaggio che l’azienda deve acquisire per poter competere con successo all’interno di un settore e in un determinato mercato.
Alla fine della storia si può sintetizzare il tutto rimandando il concetto di strategia alla semplice riposta di una altrettanto semplice domanda: in che modo una impresa può fare soldi generando flussi di cassa positivi ? Gli esperti di strategia a loro volta riformulano lo stesso quesito in due modi. Il primo: “quale sono i settori di attività in cui opera l’impresa?”. Il secondo: “in che modo dobbiamo competere all’interno del settore per generare valore ?” La risposta alla prima domanda definisce la strategia di gruppo di un’azienda.
Fra tutti questi concetti e definizioni prevale sempre quello di Sun Tzu,generale e filosofo cinese, vissuto probabilmente fra il VI e il V secolo a.C. a cui si attribuisce uno dei più importanti trattati di strategia militare di tutti i tempi, L’arte della guerra che scrive “Il meglio del meglio non è vincere cento battaglie su cento bensì sottomettere il nemico senza combattere.”

2019-04-07T21:07:55+02:00