A.A.A. Cercasi Leader

E’ sera sono le 21.30 e il notiziario di SKY 24 sta trasmettendo la registrazione del comizio di Beppe Grillo dalla piazza di Bisceglie. Il suo tono come sempre è concitato, incalzante, dissacrante, su tutto e su tutti.
Ogni sua frase finisce sempre con una battuta tipica dello showmen che cerca di strappare l’applauso. Questa scena mi è famigliare.
L’ho già vista nel film Brevehart ambientato nel 1927. E’ la scena in cui l’eroe nazionale scozzese William Wallace (interpretato da uno splendido Mel Gibson) incita i suoi a ribellarsi all’esercito inglese.
L’ho già vissuta in un’azienda durante un concitato Consiglio d’Amministrazione. In ognuna di queste situazioni il personaggio al centro dell’attenzione era quello che aveva un ruolo già fissato: quello del leader.
La mente torna allora a elaborare le due domande che mi sono sempre chiesto: ma chi è veramente un leader ? Perché è così importante essere leader ? Il termine leader è presa dal verbo inglese “to lead”, che significa condurre, dirigere, ”capeggiare”. Sulla “carta” un leader è colui o colei che sa guidare un gruppo di persone le quali, seguendo il loro leader, ne diventano suoi “followers”.
E’ un fatto che i concetti di leader e leadership non sono solo applicati nel mondo del lavoro in quella disciplina conosciuta come “management” ma anche in ogni aspetto della nostra vita quotidiana.

Quando vieni alla luce e sei ancora un cucciolo di persona ti aspetti di trovare un leader nella tua famiglia.

Da teenager diventi fan di un leader di un gruppo musicale. In seguito, da genitore, sei chiamato a esercitare una leadership con i tuoi figli. Cresci ancora, diventi maggiorenne ed esprimi il tuo voto nelle elezioni politiche per un leader di partito. Sei nel mezzo di un importante colloquio di lavoro che ti può cambiare la vita e l’intervistatore a un certo punto ti fissa negli occhi e ti chiede a bruciapelo “ma lei si sente di essere un leader ?”

Insomma essere leader e l’arte di esercitare una leadership non sono concetti legati a un ruolo o a una “categoria” di persone bensì concetti associati a quello che si fa e a come lo si fa.

Può assumere il ruolo di leader anche una qualsiasi persona che, trovandosi in una particolare situazione difficile, sa assumere il controllo della situazione e decidere per gli altri cosa fare e come fare. Non è quindi detto che chi rivesta un ruolo di una certa importanza all’interno di un’azienda, in un partito politico o in un qualsiasi altro contesto sia un leader.

Mettiamola allora così: non tutti i capi sono leader ma tutti i capi dovrebbero essere leader per poter svolgere al meglio la loro attività. Gli studiosi del settore distinguono due principali tipi di leadership: la “transactional leadership” e la “transformational leadership”. Il “transactional leader” è un soggetto dominante e si comporta da leader esercitando solo la propria autorità. La sua comunicazione è sempre “top-down”: io ordino, tu esegui.

Egli applica uno stile autocratico del tipo “order & commander” al fine di ricevere qualcosa in cambio. In questo caso, tra il leader e i suoi “followers” s’instaura un rapporto mutuale che dura fino a quando entrambi riescono a ottenere dei benefici reciprocamente. Il “transformational leader” invece sa guidare e motivare gli altri senza chiedere nulla in cambio, senza scambi di favori. Leader di questo tipo sono persone di alta integrità morale, assertivi, sicuri di sé, mai supponenti. Sono persone carismatiche, coinvolgenti, dotate di una forte visione della realtà e degli scenari che si possono prefigurare.

Parliamo quindi di leader i cui modo di fare è d’esempio perché sanno come affrontare le situazioni, forniscono risposte chiare e soluzioni concrete, affiancano e guidano le persone a perseguire gli obiettivi.
Concordo pienamente con chi sostiene che la leadership è basata su una qualità spirituale: “la capacità di ispirare gli altri a seguirti”.

Per gestire efficacemente questa crisi economica e finanziaria c’è bisogno di un vero leader ma in giro, sulla piazza, non se ne stanno trovando al momento. Ne hanno urgentemente bisogno anche i giovani per potersi confrontare con un modello di persona credibile, qualcuno che sappia tracciare un percorso e ridare loro fiducia.
Fare il mestiere del leader non è mai stato così difficile come prima.
Certamente non si può improvvisare e per esserlo davvero non si può prescindere dal possedere le seguenti doti:

1) una grande capacità di visione del futuro resa necessaria dalla discontinuità (il futuro che ci aspetta non solo è diverso dal passato ma è sempre meno prevedibile),

2) una grande rapidità realizzativa imposta dall’accelerazione dei tempi che stiamo vivendo adesso (progressiva riduzione dei cicli di vita dei prodotti, dei modelli economici, degli stili di vita delle conoscenze e competenze acquisite)

3) una concreta prospettiva internazionale necessaria per affrontare la globalizzazione

4) un fortissimo senso etico per la mancanza di regole e riferimenti a livello globale. Coraggio, le elezioni si sono già svolte ma le assunzioni per trovare dei veri leader sono ancora in corso.Leader conceptE’ sera sono le 21.30 e il notiziario di SKY 24 sta trasmettendo la registrazione del comizio di Beppe Grillo dalla piazza di Bisceglie. Il suo tono come sempre è concitato, incalzante, dissacrante, su tutto e su tutti.
Ogni sua frase finisce sempre con una battuta tipica dello showmen che cerca di strappare l’applauso. Questa scena mi è famigliare.
L’ho già vista nel film Brevehart ambientato nel 1927. E’ la scena in cui l’eroe nazionale scozzese William Wallace (interpretato da uno splendido Mel Gibson) incita i suoi a ribellarsi all’esercito inglese.
L’ho già vissuta in un’azienda durante un concitato Consiglio d’Amministrazione. In ognuna di queste situazioni il personaggio al centro dell’attenzione era quello che aveva un ruolo già fissato: quello del leader.



La mente torna allora a elaborare le due domande che mi sono sempre chiesto: ma chi è veramente un leader ? Perché è così importante essere leader ? Il termine leader è presa dal verbo inglese “to lead”, che significa condurre, dirigere, ”capeggiare”. Sulla “carta” un leader è colui o colei che sa guidare un gruppo di persone le quali, seguendo il loro leader, ne diventano suoi “followers”.
E’ un fatto che i concetti di leader e leadership non sono solo applicati nel mondo del lavoro in quella disciplina conosciuta come “management” ma anche in ogni aspetto della nostra vita quotidiana.

Quando vieni alla luce e sei ancora un cucciolo di persona ti aspetti di trovare un leader nella tua famiglia.
Da teenager diventi fan di un leader di un gruppo musicale. In seguito, da genitore, sei chiamato a esercitare una leadership con i tuoi figli. Cresci ancora, diventi maggiorenne ed esprimi il tuo voto nelle elezioni politiche per un leader di partito. Sei nel mezzo di un importante colloquio di lavoro che ti può cambiare la vita e l’intervistatore a un certo punto ti fissa negli occhi e ti chiede a bruciapelo “ma lei si sente di essere un leader?”

Insomma essere leader e l’arte di esercitare una leadership non sono concetti legati a un ruolo o a una “categoria” di persone bensì concetti associati a quello che si fa e a come lo si fa.
Può assumere il ruolo di leader anche una qualsiasi persona che, trovandosi in una particolare situazione difficile, sa assumere il controllo della situazione e decidere per gli altri cosa fare e come fare. Non è quindi detto che chi rivesta un ruolo di una certa importanza all’interno di un’azienda, in un partito politico o in un qualsiasi altro contesto sia un leader.

Mettiamola allora così: non tutti i capi sono leader ma tutti i capi dovrebbero essere leader per poter svolgere al meglio la loro attività. Gli studiosi del settore distinguono due principali tipi di leadership: la “transactional leadership” e la “transformational leadership”. Il “transactional leader” è un soggetto dominante e si comporta da leader esercitando solo la propria autorità. La sua comunicazione è sempre “top-down”: io ordino, tu esegui.

Egli applica uno stile autocratico del tipo “order & commander” al fine di ricevere qualcosa in cambio. In questo caso, tra il leader e i suoi “followers” s’instaura un rapporto mutuale che dura fino a quando entrambi riescono a ottenere dei benefici reciprocamente. Il “transformational leader” invece sa guidare e motivare gli altri senza chiedere nulla in cambio, senza scambi di favori. Leader di questo tipo sono persone di alta integrità morale, assertivi, sicuri di sé, mai supponenti. Sono persone carismatiche, coinvolgenti, dotate di una forte visione della realtà e degli scenari che si possono prefigurare.

Parliamo quindi di leader i cui modo di fare è d’esempio perché sanno come affrontare le situazioni, forniscono risposte chiare e soluzioni concrete, affiancano e guidano le persone a perseguire gli obiettivi.
Concordo pienamente con chi sostiene che la leadership è basata su una qualità spirituale: “la capacità di ispirare gli altri a seguirti”.

Per gestire efficacemente questa crisi economica e finanziaria c’è bisogno di un vero leader ma in giro, sulla piazza, non se ne stanno trovando al momento. Ne hanno urgentemente bisogno anche i giovani per potersi confrontare con un modello di persona credibile, qualcuno che sappia tracciare un percorso e ridare loro fiducia.

Fare il mestiere del leader non è mai stato così difficile come prima.

Certamente non si può improvvisare e per esserlo davvero non si può prescindere dal possedere le seguenti doti:

1) una grande capacità di visione del futuro resa necessaria dalla discontinuità (il futuro che ci aspetta non solo è diverso dal passato ma è sempre meno prevedibile),

2) una grande rapidità realizzativa imposta dall’accelerazione dei tempi che stiamo vivendo adesso (progressiva riduzione dei cicli di vita dei prodotti, dei modelli economici, degli stili di vita delle conoscenze e competenze acquisite)

3) una concreta prospettiva internazionale necessaria per affrontare la globalizzazione

4) un fortissimo senso etico per la mancanza di regole e riferimenti a livello globale. Coraggio, le elezioni si sono già svolte ma le assunzioni per trovare dei veri leader sono ancora in corso.

2017-02-07T15:34:53+01:00